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dell’Associazione Italiana di Epidemiologia (AIE)
in collaborazione con Agenzia Nazionale di Sanità (Age.na.s)
“Metodologie per la valutazione dei sistemi sanitari”
Roma 20-21 Maggio
Sede del Convegno: Ospedale San Giovanni Calibita - Fatebenefratelli Sala Assunta Roma, Isola Tiberina In occasione del Convegno di Primavera si terrà un'assemblea straordinaria dei soci. L'assemblea èprevista per giovedì 20 maggio dalle ore 18.20 alle ore 19.30 presso le sede del Convegno
L’Associazione italiana di epidemiologia (AIE) è nata nel 1976 per iniziativa di un gruppo non numeroso di ricercatori e operatori della sanità pubblica accomunati dalla percezione della specificità della disciplina sia per corredo dottrinario sia per ruolo e competenze di chi la esercita. La contiguità della nascita dell’AIE con il varo della legge istitutiva del Servizio sanitario nazionale (L 833/1978) – probabilmente la sola che negli ultimi cinquant’anni possa a ragione essere definita di riforma sanitaria – non è solo cronologica ma ideale e indicativa del clima culturale che pervadeva all’epoca alcuni settori della sanità pubblica italiana.
della popolazione in un’epoca ormai lontana dalla dimensione agraria e già di transizione da un assetto prevalentemente industriale ad un altro prevalentemente terziario della società. L’epoca delle malattie infettive, quali determinanti principali del quadro nosologico del Paese, era lontana ma l’offerta della sanità pubblica sembrava essersene poco accorta riproponendo modelli centrarti sulla batteriologia di laboratorio, sulle vaccinazioni e sulle normative per il controllo degli alimenti. L’Associazione italiana di epidemiologia ha contribuito in modo decisivo – e continua a contribuire – al viraggio da questa sanità pubblica, ad un’altra, assai più complessa, che ha richiesto l’abbandono della figura olistica cui prima s’è fatto cenno a favore di una vera sinergia di discipline e professioni distinte e complementari, tutte necessarie per cogliere i nuovi bisogni di salute e per elaborare risposte che si avvalgono appieno delle nuove tecnologie informative e sanitarie. L’AIE a poco più di trent’anni dalla sua nascita ha circa 450 iscritti che solo in parte hanno una formazione bio-medica; molti degli epidemiologi italiani hanno una competenza statistica o informatica; tutti concorrono a meglio definire e svolgere il ruolo dei nuovi operatori della sanità pubblica.