Metodi e Strumenti per la Misura delle Disuguaglianze

15/05/2008 - 00:00
16/05/2008 - 23:59

Convegno di primavera dell’Associazione italiana di epidemiologia (AIE)

in collaborazione con l'Istituto Superiore della Sanità e il Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute (CNESPS)

La popolazione in Italia sta bene: sta meglio rispetto al passato e sta meglio anche rispetto alle popolazioni della maggior parte degli altri paesi europei. Eppure i valori medi degli indicatori di salute nascondono l’esistenza di differenze sistematiche. Viviamo in una società stratificata, dove le persone privilegiate stanno meglio, si ammalano di meno e vivono più a lungo. Queste differenze sono socialmente determinate e, quindi, modificabili. Sono molte le cause e i meccanismi che sottendono le disuguaglianze di salute, ma le evidenze scientifiche portano a dire che sono le condizioni sociali ad influenzare la salute e non il contrario. In particolare sono le disparità di distribuzione delle risorse materiali, di istruzione e di status, di accesso all’aiuto che generano disparità di esposizione ai principali fattori di rischio per la salute. In molti casi queste disparità presentano delle variazioni significative per genere e per età e ciò produce una ulteriore articolazione dei meccanismi di discriminazione da affrontare. Queste disparità non sono altro che una delle manifestazioni delle più sistematiche disuguaglianze che permangono anche in società dove, come in quella italiana, ognuno dovrebbe disporre delle stesse opportunità per un buon livello di salute.
Non manca la consapevolezza delle disuguaglianze e dei loro effetti sulla salute negli organismi più alti di elaborazioni delle politiche sanitarie. Lo testimoniano la conferenza europea su Tackling health inequalities organizzata dalla Presidenza Britannica dell’Unione Europea nell’autunno 2005 e il documento dell’OMS Regione Europea Gaining Health (WHO 2006), da cui ha tratto spunto l’iniziativa del Ministero della salute italiano su Guadagnare Salute. L’OMS, con la sua Independent Commission on Social Determinants of Health, sta elaborando utili indirizzi per la promozione di politiche in questo senso. Cosa manca allora per affrontare con adeguati strumenti queste sfide? Molto è noto sulle cause delle disuguaglianze, ma molti meccanismi aspettano ancora di essere conosciuti più approfonditamente e, soprattutto, molto rimane da scoprire sull’efficacia delle azioni di contrasto. Una prima lacuna conoscitiva importante riguarda la capacità di monitoraggio delle disuguaglianze di salute nella sanità, ad esempio in tutti i percorsi assistenziali e nelle politiche non sanitarie, sia sul piano delle caratteristiche che connotano lo svantaggio individuale e delle famiglie, sia sul piano delle informazioni sui contesti di vita. Una seconda lacuna conoscitiva riguarda l’importanza relativa dei determinanti sociali nell’ambito delle traiettorie di vita delle persone: quali sono le fasi di vita più critiche per la qualità della salute nell’adulto, quale successione di eventi e quale cumulazione degli stessi produce effetti sfavorevoli? Questa lacuna può essere colmata solo con strumenti conoscitivi di tipo longitudinale. Una terza lacuna conoscitiva riguarda le prove di efficacia degli interventi di contrasto o di moderazione dell’effetto delle disuguaglianze sulla salute. La ricerca e la letteratura scientifica sono molto povere di studi di buon disegno e qualità. La natura degli interventi e delle politiche da valutare è tale che spesso non permette di applicare disegni di studio sperimentali, quelli da cui ci si aspettano le prove più valide di efficacia. D’altra parte, però, la ricerca non sembra sfruttare adeguatamente le possibilità che derivano dagli esperimenti naturali o dai confronti tra esperienze di diverse città, regioni, paesi. Dunque gli strumenti e i metodi per misurare le disuguaglianze sociali di salute e nella sanità in Italia sono largamente insoddisfacenti, e questa è la ragione per cui l’Associazione italiana di epidemiologia ha deciso di dedicare a questi problemi di misura il suo convegno di primavera 2008.
Il convegno sarà articolato in quattro sessioni. La prima si propone, con il contributo di un esperto di teoria e di misura delle disuguaglianze, di illustrare ad un pubblico di epidemiologi le principali teorie in uso nelle scienze sociali ed economiche per definire e misurare le disuguaglianze. La seconda sessione è dedicata specificatamente alle misure e ha l’obiettivo di fare il punto sulle capacità sviluppate nel nostro paese di misurare le disuguaglianze socio-economiche di salute e nella sanità. In particolare la sessione propone contributi su: una revisione critica dell’adeguatezza delle fonti informative sanitarie, statistiche e amministrative correnti e di quelle delle indagini campionarie nella rilevazione dei dati che servono per misurare le disuguaglianze socio-economiche; un approfondimento speciale sui problemi di misura delle differenze etniche che riguardano ormai un segmento significativo della popolazione più svantaggiata nel nostro paese; le principali esperienze di elaborazione di indici compositi di deprivazione e di livello socio-economico e i relativi sforzi di validazione.
La terza sessione, sui problemi di validità, ha il compito di proporre alla discussione esempi sui principali punti critici che minacciano la validità dello studio delle disuguaglianze sociali di salute, con particolare riferimento al livello di misura (individuale e aggregato), all’accuratezza dei confronti temporali e spaziali, alla scelta delle covariate di aggiustamento delle disuguaglianze di salute e al controllo delle disuguaglianze negli studi eziologici e valutativi.
L’ultima sessione, su ricerca e politiche, intende allargare lo sguardo agli orizzonti di utilizzo di questi strumenti e metodi di misura delle disuguaglianze con due letture conclusive, una metodologica sulle nuove frontiere dei modelli lifecourse di studio delle disuguaglianze e una politica sulle prospettive di uso di queste misure per la definizione e la valutazione delle strategie sanitarie e non sanitarie di contrasto delle disuguaglianze, sul piano nazionale e internazionale.
L’AIE sollecita tutti i soci a contribuire con i poster e con il dibattito alla divulgazione di esperienze di misura delle disuguaglianze sociali in ambiti di ricerca, sorveglianza e valutazione, e ad allargare l’invito ai professionisti di altre discipline interessati a questo tema.