XXIX Congresso italiano di Epidemiologia

La Segreteria AIE ha predisposto il programma del prossimo convegno identificando 6 momenti:
1) Brevi corsi di formazione di introduzione all’epidemiologia
2) Seminari satellite sui temi specifici proposti direttamente dai soci
3) Sessioni parallele di comunicazioni spontanee
4) Sessione di auto presentazione di gruppi ed istituzioni che fanno epidemiologia
5) Sessione tematica
6) Discussione allargata sull’assetto e sul futuro dell’AIE.
Come si vede, a differenza di altre riunioni annuali, quella di quest’anno dà molto meno spazio alla sezione tematica ed invece vuole privilegiare la partecipazione dei soci, ed in particolare di quelli più giovani (<35 anni) che avranno la priorità nelle presentazioni libere. L’idea è, per questa volta, quella di “fare più associazione” e meno “congresso”: in particolare credo possa risultare interessante lo spazio riservato alla auto presentazione dei gruppi e delle istituzioni italiane. Confidiamo che ci sia chi voglia raccontare qual è la filosofia, l’obiettivo, l’organico, l’attività del proprio gruppo; quale il rapporto con il decisore, quali i ruoli formativi, ecc. Nelle presentazioni ci sarà bisogno di un po’ di originalità e di fantasia per non far scadere questa sessione in una passerella noiosa e ripetitiva; ma sicuramente queste capacità non mancheranno.
Alle comunicazioni libere saranno dedicate due mezze giornate e saranno organizzate per sessioni parallele. Crediamo che sarà possibile raggruppare le comunicazioni in 12 sezioni di due ore ciascuna, con circa cinque comunicazioni per sessione:in tal caso le comunicazioni che si potranno presentare sarebbero 60. Si è deciso di richiedere che tra gli autori almeno uno sia socio AIE. Si è poi pensato di adottare tra i criteri di selezione anche il criterio dell’età, per quei giovani che si impegnano a presentare personalmente la comunicazione di cui sono primi autori. Ovviamente tutto ciò non è per penalizzare i più anziani, ma per aiutare i giovani ad emergere ed a farsi conoscere. Un ulteriore momento importante sarà l’Assemblea AIE: in passato talvolta le assemblee si sono risolte in momenti burocratico-informativi; quest’anno credo si debba avere il coraggio di chiedersi se l’assetto dell’AIE, oggi, è quello giusto e quali debbano esserne gli sviluppi. A Torino, l’anno scorso, questi temi sono stati accennati ed in questi mesi ci sono stati ulteriori interventi di riflessione. Speriamo che i soci vogliano cogliere l’occasione per far crescere l’Associazione rendendola più attiva e più rappresentativa.
I corsi di formazione saranno corsi di introduzione: al ragionamento epidemiologico per chi da poco si è affacciato al nostro settore, ai metodi avanzati per chi voglia crescere ulteriormente in senso metodologico, alla comunicazione per chi si pone il problema della presentazione delle evidenze in diversi contesti. Questi corsi, della durata di una giornata e mezza, non saranno ovviamente destinati a trasferire competenze, bensì semplicemente a far intuire i percorsi formativi possibili per lo sviluppo delle proprie competenze.
Infine la sessione tematica vuole affrontare i problemi del rapporto tra epidemiologia e politica. Per politica qui si intende proprio la “politica” e non l’amministrazione sanitaria. Il politico ha interesse per l’Epidemiologia? Che tipo di informazione vuole avere? E poi il politico che spazio pensa sia opportuno dare all’epidemiologia? Spazio di formazione, spazio di ricerca, spazio di attività, spazio di ruoli, spazio di risorse. Il programma credo risulti ricco; ma in larga parte è lasciato all’impegno dei soci: la segreteria può dare tutto il supporto necessario, ma mai come quest’anno il successo del convegno dipenderà dall’impegno fattivo di tutti i soci. E infine, per chi ha un sabato da passare in ferie, ci sarà anche l’occasione per ritrovarsi in amicizia e per conoscerci tra di noi un po’ meglio; l’AIE ha sempre avuto una forte coesione di amicizie e di conoscenze, e vorremmo che questo spirito potesse continuare, ed una gita può dare il suo contributo in tal senso.

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